Cosa vuol dire bonsai

Il bonsai è un piccolo alberello, la parola è composta da due suffissi: bon e sai. Bon significa vassoio o coppa; sai vuol dire albero o pianta. Letteralmente, la parola bonsai, significa ‘piantato in vaso’. Esteticamente e materialmente non è altro che un piccolo alberello coltivato in un vaso. Un esempio di bonsai, per avere un’idea di cosa stiamo parlando e di cosa ci troveremmo davanti se decidessimo di acquistarlo, nonchè un tipo di alberello in vaso molto diffuso in occidente, ad oggi, è il bonsai di melograno (www.bioges.it/2020/01/28/bonsai-melograno-scheda-di-coltivazione-segui-i-consigli-di-doctor-bioges/).

Storia del bonsai

Il bonsai, come pratica, nasce da un’antica forma di arte cinese (siamo nel settecento): il pun-sai. Successivamente questa arte orticola è stata rivisitata dal buddismo zen giapponese che ne ha poi fatto una sua propria arte. All’inizio, in Cina, venivano creati degli alberelli e distribuiti fra la popolazione di élite come alberi di lusso e veniva fatto esclusivamente con alberi tipici del luogo. Successivamente la tecnica si è diffusa in Giappone, e poi negli altri luoghi asiatici, e da pochi anni è diventata pratica famosa anche da noi, nel mondo occidentale. Nel mondo occidentale, però, storicamente questa antica arte cinese ci è stata presentata nel 1878 alla mostra mondiale di Parigi.

In Giappone, con il buddismo e la filosofia zen, il Bonsai ha acquisito il significato di essere un ottimo collegamento con Dio, in quanto, essendo piccolo, è un mezzo estetico minimale atto a connettere natura e Dio. Filosoficamente il bonsai sarebbe il tentativo di racchiudere tutta la forza della natura, in questo caso degli alberi, per racchiuderla in piccole piante; diventa, quindi, un esercizio spirituale, per gli orientali, e la piantina stessa è il simbolo dell’anima di colui che lo ha coltivato.

Consigli di acquisto

La cosa più bella è che il bonsai è un vero e proprio albero in miniatura, non nasce così, ma va coltivato partendo dal vero seme dell’albero, quello che poi diventerebbe grande. Quindi è bello osservare tutte le varie fasi stagionali essenzialmente come un vero e proprio albero. Per chi si avvicina all’acquisto è necessario fare una distinzione fra bonsai da esterno e bonsai da interno. Se la casa, o il luogo in cui si vuole tenere la pianta, è eccessivamente scuro e buio e non si ha a disposizione una finestra o un luogo ben soleggiato, è meglio optare per un bonsai da esterno.

Vediamo le principali caratteristiche delle due tipologie di pianta. Il bonsai da interno è un albero che sta bene a temperature di casa, quindi intorno ai venti gradi in inverno e anche più in estate, quindi ha come origine le zone tropicali o temperate. E’ importante tenere i bonsai da interno sempre in casa, in tutte le stagioni, sia in estate che in inverno.

I bonsai da esterno non sopportano i climi secchi che ci sono in appartamento e sono alberelli che devono rimanere sempre all’esterno, sul balcone, in giardino, fuori dalla finestra. Devono stare sempre fuori perchè questa varietà di alberi deve sentire il giusto clima in tutte le stagioni e soprattutto deve sentire la differenza fra le stagioni che scorrono, quindi deve percepire il freddo dell’inverno, le temperature miti di autunno e primavera e il caldo dell’estate per rispettare il suo ciclo vegetativo.

In alcuni siti online, ma anche nei negozi fisici specializzati, è possibile anche farsi spedire il seme per partire con la coltivazione dal principio. Per chi ama la natura questo è un bellissimo strumento di avvicinamento alla stessa in quanto permette di vedere da vicino tutta la forza e la magia della creazione. Per gli acquisti di queste piantine speciali è sempre buona cosa rivolgersi a dei professionisti del settore. Ogni bonsai o seme di bonsai acquistato ha allegato un piccolo opuscolo con la storia dell’alberello, le caratteristiche e come curarlo.

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