Cos’è l’Elaborato planimetrico

L’elabrorato planimetrico è il disegno in scala, solitamente 1:500 o talvolta 1:200, che illustra la suddivisione di un immobile, riportando quindi il dettaglio della sagoma dell’edificio comprensiva di tutti i subalterni e di tutte le parti comuni che lo compongono.

L’elaborato planimetrico è un documento che viene presentato all’ufficio catastale di competenza al momento dell’accatastamento di un immobile e rappresenta graficamente, come dichiarazione di parte, la chiave di lettura della subalternazione eseguita dal professionista, ossia l’ingegnere, il geometra o altro tecnico abilitato.

Nell’elaborato viene rappresentata quindi la sagoma di un edificio, le porzioni comuni, la suddivisione delle aree scoperte e, in ultimo, le singole unità immobiliari.

Quando e a cosa serve l’elaborato planimetrico?

L’elaborato planimetrico risulta difatti indispensabile per individuare le parti comuni, conosciute maggiormente come beni comuni non censibili; tra queste potrebbero quindi figurare il terrazzo, il giardino, l’area box, ingressi, vani scale, cortili, centrale termica, e così via.

Unitamente ai suddetti, trovano spazio all’interno dell’elaborato anche i beni comuni censibili; quindi l’eventuale garage condominiale, la cantina condominiale e l’alloggio del portiere; tutti quanti indicati nell’elenco subalterni.

L’elenco subalterni contiene pertanto la lista delle unità immobiliari, comprensiva dell’ubicazione, degli identificativi e delle categorie catastali; come specificato dall’Agenzia delle Entrate.

Inoltre in base alla Circolare n. 9 del 26.11.2001 dell’Agenzia del Territorio, l’elaborato planimetrico è obbligatorio per:

denuncia di nuova costruzione quando siano presenti due o più unità immobiliari aventi porzioni e/o dipendenze in comune;

denunce di unità in corso di costruzione quale che sia il numero di u.i. anche se non sono presenti parti comuni;

denunce di variazione qualora l’elaborato sia già presente agli atti dell’ufficio ovvero quando si costituiscono beni comuni censibili e beni comuni non censibili.

La circolare riporta inoltre il caso in cui non è obbligatorio il deposito o la redazione di un elaborato planimetrico; ovvero qualora siano presenti solo corti di proprietà esclusiva di ogni singola unità immobiliare, le quali devono essere rappresentate graficamente per intero e senza interruzioni della linea di confine, esclusivamente nella corrispondente planimetria.

Come ottenere un elaborato planimetrico?

Innanzitutto è bene specificare che questo prezioso documento può essere richiesto da chiunque, indipendentemente dalla titolarità sull’immobile per cui se ne fa richiesta.

In rete inoltre esistono tantissimi portali che permettono di poter ottenere un elaborato planimetrico in tempi brevi ed a costi irrisori; tra questi è sicuramente degno di menzione EasyVisure, servizio molto conosciuto nell’ambiente dei servizi catastali.

All’atto della richiesta è obbligatorio specificare i dati catastali dell’immobile, quali provincia, comune, foglio e particella.

Inoltre, è possibile inserire eventuali sezioni amministrative ed urbane, oltre al formato di stampa.

Infine, qualora non fossimo a conoscenza dei suddetti dati, gli stessi sono facilmente reperibili tramite una visura catastale.

Cosa sono il DOCFA e le entità tipologiche?

Concludendo questa ampia carrellata sull’elaborato planimetrico, è doveroso menzionare il DOCFA.

Il DOCFA, acronimo di Documenti Catasto Fabbricati, è un software con cui tecnici e professionisti presentano pratiche catastali tramite compilazione digitale e invio telematico all’Agenzia delle Entrate ed agli Uffici territoriali di competenza.

Le entità tipologiche sono invece un supplemento all’Elaborato Planimetrico atto ad inviduare le caratteristiche posizionali, di forma e di estensione degli immobili.

  • CF Costruzione di fabbricato – Qualunque costruzione che si sviluppa fuori terra (anche se ha delle volumetrie entro terra) indicata in mappa con linea continua;
  • AL Area libera – Area non edificata in elevazione, tipo posti auto scoperti, beni comuni censibili e non censibili scoperti,  indicata in mappa con linea continua;
  • AC Area coperta – Area libera, ma che ha coperture specifiche, tipo tettoie, esclusi i balconi aggettanti, indicata in mappa con linea tratteggiata;
  • CI Costruzione interrata – Immobile interrato, la cui superficie sia calpestabile, non vengono indicati gli interrati all’interno delle aree riportate come C.F. indicato in mappa con linea puntinata;
  • CS Costruzione sovrastante – Area sovrastante strade o acque, la stessa pur essendo unità immobiliare o porzione della stessa non corrisponde alle caratteristiche della tipologia CF ed è riportata in mappa con linea continua o tratteggiata.

Cosa si intende per elaborato planimetrico parziale?

Quando si compila un nuovo elaborato planimetrico quest’ultimo sostituisce i precedenti.

Se originariamente non esisteva, è doveroso in questo senso controllare bene nell’archivio dei fabbricati (AdT), si può redigere l’elaborato solo per il piano in questione.

Sullo stesso elaborato planimetrico bisogna quindi fornire una motivazione del tipo: “Il presente Elaborato planimetrico è redatto solo relativamente ai seguenti piani perchè ecc.”

E’ evidente che nell’elaborato planimetrico saranno visibili solo i subalterni di cui si conosce precisa definizione”.

Attenzione però perchè l’elenco subalterni dovrà essere comunque completo.

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