La sigaretta mandata in fumo dall’elettronica

Il tabagismo è ormai da tempo considerato a livello scientifico una vera e propria dipendenza e consiste nell’abitudine protratta nel tempo di fare uso di tabacco, il quale viene combusto nelle sigarette, sigari o pipe.
Circa 1 miliardo di persone nel mondo sono fumatori cronici e in Italia la situazione non è certo delle più felici: ben 10-11 milioni di italiani fumano in media più di cinque sigarette al giorno.
Perché si comincia a fumare? Gli psicologi ritengono che il vizio del fumo si acquisisca già nell’età post-puberale dove i giovani ragazzi (e ragazze) utilizzano il simbolo della sigaretta come tentativo di affermazione in un gruppo sociale. Il fumare una sigaretta viene valutato come atto di ribellione.
Si fuma anche per emulazione: secondo uno studio del British Journal of Social Psychology è più probabile che i figli o i fratelli minori di persone che fumano, saranno a loro volta più inclini a fumare.
A prescindere dalle motivazioni che conducono un individuo a fumare è bene enfatizzare un concetto ben più acclarato: il tabagismo è una dipendenza cronica che induce effetti deleteri sulla salute, compromettendo varie funzionalità dell’organismo.
La massima autorità della salute statunitense, il Center for Disease and Control Prevention, ha stabilito, dopo anni di ricerche, che il fumo provoca un aumento tangibile del rischio nel verificarsi di tumori al polmone e agli epiteli e nelle malattie cardiovascolari.

Il contrasto al fumo

Anche il fumo passivo, ossia l’inalazione di fumo in luoghi dove la sigaretta (o il sigaro o la pipa) viene consumata da altri, si è rivelato molto dannoso per la salute in quanto predispone a infarti, ictus ed embolie.
Per questa ragione, all’inizio del 2005 entra in vigore in Italia la Legge Sirchia che abolisce la possibilità di fumare nei locali pubblici, eccetto che in aree dedicate.
Essendo una dipendenza, il tabagismo non è facile da eradicare ma molte più persone si stanno convertendo all’uso della sigaretta elettronica (o e-cig) ricavando vantaggi ben più cospicui per la salute.

L’introduzione della sigaretta elettronica

Le evidenze sempre più stringenti della Comunità Scientifica Internazionale hanno indotto i vari governi ad adottare strategie collaterali che diminuissero l’impatto del fumo nella popolazione.
È per questa motivazione che dal 2003 ha preso piede in maniera crescente l’utilizzo della sigaretta elettronica, commercializzata per la prima volta ad Hong Kong.
Secondo uno studio inglese del 2007, la sostituzione della sigaretta tradizionale con la sigaretta elettronica ha di gran lunga scongiurato la maggior parte delle conseguenze nocive per l’organismo, diminuendo di oltre il 90 % la possibilità di andare incontro a un tumore o a un infarto.

Come funziona

Molte persone hanno sicuramente sentito parlare della sigaretta elettronica o magari ne fanno uso. Ben pochi però sono informati sul suo funzionamento, sui suoi componenti e sulle differenze tra i vari modelli.
La sigaretta elettronica permette ai vapers (cioè i consumatori di e-cig) di inalare il vapore nebulizzato senza i processi di combustione tipici dei tabacchi lavorati. La combustione classica che avviene nelle sigarette e nei sigari emette nell’aria circa 3000 sostanze tossiche (inclusi solventi industriali) molte delle quali vengono inalate, recando effetti molto nocivi per l’organismo.
L’e-cig non effettua processi di combustione e gioca tutto il suo ruolo nell’atomizzatore.
L’atomizzatore è la parte centrale della sigaretta elettronica e al suo interno contiene il liquido da svapare e una piccola resistenza.
Le batterie contenute nella parte inferiore della sigaretta elettronica sono in genere costituite da ioni di litio e, una volta acceso il circuito, conferiscono calore in maniera molto rapida alla piccola resistenza alloggiata nell’atomizzatore.
La resistenza surriscaldandosi va a causare la nebulizzazione del liquido, il  quale fuoriesce dal beccuccio a effetto nuvola. Dopo questa fase, la svapata può essere effettuata a discrezione del vaper il quale può premere il tasto di accensione delle batterie più a lungo in maniera da ottenere un vaping più prolungato.
Oltre all’atomizzatore e alle batterie, la e-cig contiene un filtro in plastica al cui interno è presente la cartuccia che contiene la soluzione composta dal liquido da svapare, la nicotina, il glicole propilenico e il glicerolo.
Queste due ultime sostanze hanno la funzione di garantire l’ottimale nebulizzazione del liquido e la formazione dell’effetto nuvola, al pari della sigaretta classica.

Le differenze

Prediligere una sigaretta elettronica rispetto a una sigaretta tradizionale comporta una serie di grandi vantaggi, non solo per la salute dell’organismo ma anche per una questione di risparmio economico.
Innanzitutto, uno dei vantaggi apportati dall’utilizzo delle e-cig consiste nel poter contare su una varietà molto ampia di prodotti e liquidi.
I vari liquidi per lo svapo sono infatti molto diversificati per quanto riguarda gli aromi e la concentrazione di nicotina: vi sono aromi che simulano il classico tabacco, vi sono gusti “cremosi”, gusti più fruttati sino a gusti più esotici e originali. Quindi, a differenza della sigaretta classica che presenta sempre lo stesso aroma, si può provare una vasta scelta di aromi diversi e passare al consumo di aromi in successione, se si tende a stufarsi presto della stessa fragranza.
Come se non bastasse, ogni liquido contiene una concentrazione nota in partenza di nicotina: si parte da liquidi con 0 mg/mL di nicotina (dunque privi di nicotina) fino a 20 mg/mL di nicotina. Il preferire una concentrazione di nicotina piuttosto che un’altra dipende ovviamente da soggetto a soggetto.
Anche le stesse sigarette elettroniche presentano, nelle proprie componenti, molta diversificazione: vi sono alcuni modelli con un beccuccio più morbido, altre con diversi pulsanti da premere, altre ancora sono sottili mentre altre sono più voluminose. La varietà è insomma davvero tanta.
Scegliere una sigaretta elettronica rispetto a una sigaretta tradizionale porta inoltre a un notevole risparmio ed è sicuramente la migliore opzione in termine costi-benefici.
Basti pensare che è anche possibile acquistare separatamente l’aroma, la nicotina e gli additivi come il glicole propilenico per preparare un mix fai-da-te più economico rispetto ai liquidi già pronti.
Il beneficio più evidente proviene però dai vantaggi enormi per la salute: come già detto, la presenza dell’atomizzatore non genera combustione diretta del tabacco e questo evita l’inalazione di molte sostanze cancerogene.
È stato provato diverse volte che il fumo di sigaretta tradizionale è causa frequente di infarti, ictus e tumori e dunque l’uso alternativo della e-cig comporta una diminuzione di tali rischi.
Inoltre, svapare da una sigaretta elettronica può anche rivelarsi molto utile per chi vuole combattere la dipendenza da nicotina. A questo scopo, si possono utilizzare concentrazioni decrescenti di nicotina nel liquido da svapare fino ad arrivare a 0 mg/mL, in maniera da annullare la dipendenza.
Da aggiungere ai vantaggi elencati sopra vi è inoltre la possibilità di poter svapare ovunque senza che vi siano leggi o regolamenti che lo impediscano, a differenza del pericoloso fumo passivo prodotto dalle sigarette tradizionali.

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