Le nuove soluzoni eco-sostenibili dell’industria del converting

La problematica che attualmente preoccupa a livello globale è senza dubbio il cambiamento climatico. Le campagne di sensibilizzazione messe in atto dai governi della maggior parte delle Nazioni, hanno spinto ciascuno di noi a mettere in atto dei comportamenti più responsabili. Ma ciò non basta.

I maggiori danni per l’ambiente provengono dalle grandi multinazionali: non si fa più riferimento semplicemente alle industrie che sfruttano i giacimenti di gas, petrolio e carbone; parliamo anche di aziende apparentemente minori ma che nei fatti apportano un importante impatto ambientale.

La crescente preoccupazione circa le emissioni, unito alla crescita dei costi di energia e materie prime, spingono molte aziende che si occupano di converting ed imballaggi a mettere in atto delle nuove soluzioni al fine di risparmiare sia in termini di costi di lavorazione sia in termini di risparmio energetico.

L’industria del converting: cos’è?

Traducendo letteralmente il termine anglofono converting, otterremo trasformazione. L’industria del converting infatti indica il processo di lavorazione delle carta, tessuti non tessuti e simili, per la loro trasformazione per esempio in rotoli di fazzoletti; oppure macchine specializzate nella trasformazione della carta in materiale da packaging per il confezionamento del prodotto finale.

Esistono in commercio anche dei macchinari ibridi, che permettono sia la lavorazione della materia prima, sia la trasformazione finale.

Tutto questo ha sull’ambiente un impatto notevole se pensiamo a tutte le industrie che nel mondo quotidianamente si ritrovano ad utilizzare sostanze indispensabili per realizzare i loro prodotti: coloranti per stampare, sostanze chimiche per incollare, sostanze plastiche e tantissime altre.

Le nuove macchine per il converting a difesa dell’ambiente

Un esempio d’innovazione tecnologica messa a disposizione dell’attività industriale, a favore di una produzione più responsabile e sostenibile, è Nira.

Nira rappresenta una soluzione avanzata per l’industria del converting in quanto garantisce allo stesso tempo: sicurezza, risparmio energetico e rispetto per l’ecosistema.

Le aziende che conducono attività di stampa e trasformazione, devono tenere sotto controllo alcuni importantissimi parametri tra cui: LEL e il sistema di trattamento dell’aria.

Per LEL si intende Limite di Esplosione Inferiore (Lower Explosion Limit), vale a dire la concentrazione più bassa di un gas che brucia in aria.

La caratteristica infiammabilità dei solventi unita alle alte temperature, aumentano notevolmente il rischio di provocare esplosioni. Questo rischio deve essere scongiurato monitorando il loro livello di concentrazione nell’aria, tramite il sistema LEL.

Nira consente un migliore controllo di questi parametri. Attraverso i suoi sistemi di monitoraggio LEL, realizzati tramite il ricorso a monitor a infrarossi oppure tramite rilevatori a ionizzazione di fiamma, garantisce il rispetto delle normative attualmente in vigore. Inoltre permette una maggiore salvaguardia ambientale grazie ad una considerevole riduzione dell’emissione di Composti Organici Volatili nell’atmosfera.

Ma non solo. Nira permette un’importante riduzione dei costi per quanto riguarda gli investimenti nei sistemi di trattamento dell’aria e risparmio energetico termico.

Come funzionano le macchine per il converting

La legge stabilisce che l’aria calda prima di essere rilasciata nell’atmosfera deve essere accuratamente trattata, per depurarla il più possibile dalla presenza dei solventi.

Questa procedura di trattamento dell’aria può avvenire attraverso due modalità a scelta:

  • tramite RTO – Ossidatori Termici Rigenerativi
  • tramite SRP – Impianti di Recupero Solventi.

I prodotti realizzati, al termine del processo di lavorazione devono essere analizzati: in questo modo può essere determinato il livello di solventi residuo, al fine di evitare eventuali sprechi.

A questo punto del processo infatti viene utilizzato uno specifico strumento, detto gascromatografo, per controllare tutti i materiali lavorati al fine di fornire una tempestiva analisi circa il livello dei solventi presenti.

Le aziende, attraverso la misurazione della concentrazione di questi solventi e la gestione del flusso d’aria calda, riescono a risparmiare una significativa quantità di energia termica, ma anche diminuire l’investimento necessario per i sistemi di trattamento dell’aria ed aumentare lo spazio a disposizione.

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