Posizionarsi nei motori di ricerca: come essere primi su Google

Posizionarsi nei motori di ricerca in cima ai risultati, sperando di essere primi su Google è ciò a cui oggigiorno aspira la quasi totalità del mondo imprenditoriale operativo online. Si crede erroneamente che approdare nelle prime posizioni dei risultati di ricerca di “Big G” comporti automaticamente un miglioramento assoluto delle performance aziendali.

Primi su Google non vuol dire per forza vendite aumentate

Nulla di più distante dalla realtà dei fatti è vedere che la prima posizione su Google rappresenti in deus ex machina che nasconda tutti i problemi del Business.

Anche con un eccellente lavoro di SEO strategy, pianificato a monte, non è che improvvisamente le vendite, gli utili e il fatturato schizzino alle stelle. Pensare che posizionarsi nei motori di ricerca, scalando posizioni, sia la panacea di tutti i mali, è l’errore più grossolano che tu possa commettere.

A creare questa falsa credenza, però, ci hanno pensato SEO agency non propriamente professionali (o meglio che hanno saputo vendere bene il loro lavoro).

Essere primi su Google paga solo a fronte di casi urgenti

In concreto, supponi che, dopo una giornata stressante a lavoro, un tuo amico ti chiami a telefono verso le 20, informandoti di voler passare a casa tua a farti una visita. Tu che non hai voglia di cucinare, inizi a cercare su Google “pizzeria asporto Napoli”. Google ti mostrerà la lista dei risultati. In questo caso, vista l’urgenza dovuta ad una situazioni imprevista, il tuo unico intento consisterà di trovare una soluzione utile per una cena veloce.

Cosa sarebbe accaduto invece se il tuo amico ti avesse contattato un paio di giorni prima, comunicandoti le sue reali intenzioni?

Quasi certamente, non essendoci alcuna urgenza, avresti agito in modo differente. Non avresti cercato la pizzeria da asporto più vicina, ma ti saresti focalizzato su altre scelte. Forse avresti fatto la spesa al supermercato e ti saresti divertito a cucinare con lui o forse saresti andato al pub sotto casa. In entrambi i casi, la pizzeria da asporto a Napoli, prima su Google in base alla tua query, non ne avrebbe tratto alcun giovamento.

Ciò che intendo comunicarti è che senza un business consolidato alle spalle e senza uno specifico know-how, la prima posizione su Google serve a poco.

Un altro esempio utile a questo scopo riguarda la ricerca del dentista in città. Supponiamo che nel cuore della notte, ti assalga un dolore lancinante ai denti. Ti metterai a cercare su Google “dentista Roma 24 ore”. Chiamerai quasi di sicuro il primo professionista che Google ti segnala, perché hai un problema ostico e cerchi una soluzione imminente. Ma se il dolore è sopportabile, allora lo scenario cambia. Ti metterai di impegno a consultare tutte le recensioni dei clienti, i prezzi, la disponibilità e via dicendo.

Lo stesso discorso per gli idraulici. Un conto è la rottura di un turno che perde acqua a notte inoltrata, un altro un semplice intervento di manutenzione, concordabile diversi giorni prima.

In definitiva… Essere primi su Google (come spiegato da Gianpaolo Antonante) e guadagnare posizioni nella SERP si conferma cosa utile fino ad un certo punto. Il corretto impiego dei vari elementi semantici e dei tag che danno a Google la possibilità di leggere i contenuti indicizzati, tenendo conto delle tue reali preferenze (H1, H2, H3, header, footer, navigation, sidebar) è di certo importante quando si tratta di scalare posizioni su Google.

Ma tutto questo basta per conquistare in mercato e a spuntarla sulla concorrenza? No.

Senza contenuti di qualità, unici, originali e creativi che intercettino la nicchia a cui ti rivolgi, senza foto di pregevole fattura, senza video ad alto impatto, senza social network non hai alcuna chance di farcela.

E questo solo online, visto che non puoi di certo “barare” a lungo andare. Se non sei bravo a fare una cosa o ci sono molti più bravi di te, tanto vale che ti dedichi ad altro.

I commenti sono chiusi.